Progetto di formazione “Community Policing” (ronde cittadine)

Sull’utilità delle “ronde cittadine” nel Community Policing.

Il Community Policing si sviluppa, essenzialmente, in una forma articolata di collaborazione fra l’Istituzione di Polizia e la collettività, in una specifica zona delimitata, che può spaziare dal quartiere al territorio comunale. Con il Community Policing, si verifica una particolare situazione nella quale i membri della Comunità sono coinvolti nel compito sociale di garantire il rispetto della legge e dell’ordine, affiancando in questa funzione le Forze di Polizia.

Possiamo dire che il Community Policing realizza una sorta di “democrazia in azione” che si basa sul principio secondo cui, tutti coloro che condividono una sensibilità attiva per il benessere del proprio ambiente di riferimento, dovrebbero sentire e realizzare il bisogno morale di difenderlo. Per realizzarlo, è quindi necessaria la partecipazione attiva degli enti locali, delle forme di associazionismo civile, dei gruppi imprenditoriali, delle agenzie pubbliche e private, dei residenti, dei responsabili delle scuole e delle rappresentanze religiose.

In definitiva, il Community Policing può rappresentare un valido strumento che consente, alle Forze di Polizia ed alla Comunità civile, di operare insieme in modo sinergico, al fine di risolvere i seri problemi attinenti alla sfera della sicurezza sociale che affliggono il nostro tempo. Purtroppo, la recrudescenza del fenomeno criminale, che colpisce le nostre città, dimostra un allarmante segnale che richiede un’immediata risposta: le Forze di Polizia hanno perso il “controllo del territorio”. Una funzione peculiare per il fine della sicurezza sociale, realizzabile solo attraverso un pattugliamento del territorio per aree circoscritte, attuato in maniera metodica ed organizzata, finalizzato a reperire informazioni utili ai fini preventivi.

Le Forze di Polizia, limitate da una cronicizzata carenza di personale e di mezzi, possono solo fare fronte a situazioni emergenziali dettate, da un lato, da una criminalità sempre più feroce, che dimostra interessi articolati ed imprevedibili e non si pone nessun limite attuativo, dall’altro, da una società che dimostra una crescente “ansia da insicurezza” e che crede di poter risolvere il suo disagio attraverso pressanti richieste di intervento.

Ecco perché, nell’ambito del Community Policing, la promozione istituzionale delle “ronde civili” può consentire di riavviare, con rinnovato vigore, il processo di “ripresa del territorio” che la società richiede alle Forze di Polizia.

Occorre però stabilire dei principi fondamentali per regolarizzare questa attività ed evitare che si possa trasformare in una sterile “passeggiata organizzata cittadina” o, peggio, che pretenda di sostituirsi indebitamente all’azione delle Forze dell’ordine.

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